LIBERA. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie.

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Libera è un’associazione di promozione sociale apartitica, aconfessionale e senza scopo di lucro. È nata il 25 marzo del 1995, con l’intento di coordinare e sollecitare l’impegno della società civile contro tutte le mafie.
LIBERA agisce per favorire la creazione di una comunità alternativa alle mafie, certa che il ruolo della società civile sia quello di affiancare la necessaria opera di repressione propria dello Stato e delle Forze dell’Ordine, con un’offensiva di prevenzione culturale.

Sito: www.libera.it

Contatti:

Davide Pati – Simona Ottaviani

Tel.: 06/69770327 - 31

Missione e valori

 LIBERA ha organizzato la sua azione in alcuni particolari settori:

  • riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati alle mafie con la valorizzazione e l’informazione sulla Legge 109/96, per la quale LIBERA ha raccolto un milione di firme;
  • educazione alla legalità nelle scuole, per diffondere, soprattutto tra i più giovani, una cultura della legalità e far maturare coscienza civile e partecipazione democratica;
  • sostegno diretto a realtà dove è molto forte la penetrazione mafiosa, con progetti tesi a sviluppare risorse di legalità umane, sociali ed economiche presenti sul territorio;
  • formazione e aggiornamento sul mutare del fenomeno mafioso e sulle soluzioni di contrasto ad esso, attraverso campi di formazione, convegni e seminari;
  • informazione sul variegato fronte antimafia attraverso strumenti di diffusione di notizie e di approfondimento tematico sia a stampa che elettronici.

 

I progetti e le azioni per la legalità nell’economia

Libera promuove percorsi di riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, in collaborazione con l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione  dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, le Prefetture e gli Enti locali, secondo le seguenti modalità:  informazione sulle opportunità derivanti dalla normativa antimafia sulla  confisca ; formazione degli operatori pubblici e privati coinvolti nella gestione dei beni; animazione territoriale e attivazione della rete istituzionale e del partenariato economico e sociale; promozione della costituzione di nuove cooperative con procedure di evidenza pubblica e affiancamento per tutto il periodo di start up. Il lavoro sui terreni confiscati ha portato alla creazione di otto cooperative di giovani, nate con bando pubblico dal 2001 al 2013, su terreni sottratti alle mafie in Sicilia, Calabria, Campania e Puglia, che oggi producono prodotti biologici contrassegnati dal marchio di qualità e legalità Libera Terra.

SOS Giustizia (2009 - 2013) Il progetto ha favorito la nascita di punti di ascolto in molte regioni d'Italia finalizzati a sostenere e accompagnare persone vittime di usura e racket.

Sportelli Legalità, in collaborazione con alcune Camere di Commercio per formare il personale camerale e sostenere gli associati e gli imprenditori a rischio o già vittime di usura.

Coltivare Valori (2012) progetto realizzato in collaborazione con la Fondazione con il Sud, finalizzato a promuovere percorsi di legalità sulle terre liberate dalle mafie.

Libera la Natura (2012) progetto di educazione alla legalità in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato e l'Agenzia nazionale per i beni confiscati, finalizzato ad approfondire tematiche connesse ai controlli agroalimentari, sport e sana alimentazione.

Summer School (2012-2013) percorsi di formazione finalizzati a diffondere l'imprenditorialità e l'innovazione tra i giovani anche attraverso il riutilizzo sociale dei beni confiscati. Progetto realizzato in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, in collaborazione con Ministero per la coesione territoriale,  Agenzia Nazionale per i beni sequestrati e confiscati, PON Sicurezza, Unioncamere, InfoCamere, Progetto Policoro, Fondazione con il sud.

Libera il bene - Dal bene confiscato al bene comune. Progetto sostenuto dalla Conferenza Episcopale Italiana, in collaborazione con l'Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro, il Servizio nazionale di pastorale giovanile e Caritas Italiana, per continuare e rafforzare l'opera di sensibilizzazione e supporto alla gestione dei beni confiscati alle mafie e per diffondere l'idea di una redistribuzione sociale delle risorse illecitamente sottratte alla collettività.