Aziende confiscate a raggi X - Obiettivo: legalità e mercato

Nessun tentativo va tralasciato per salvare un'azienda sequestrata o confiscata ai mafiosi. Per non essere velleitari, però, si deve cominciare innanzitutto da una conoscenza analitica dell'impresa sottratta alla criminalità organizzata. Tutti i dati, gli aspetti, le problematiche, le eventuali virtuosità nonostante la cifra mafiosa da ripulire.

Fino a ricorrere a "strumenti di business intelligence" come ha spiegato di recente alla commissione Antimafia il prefetto Bruno Frattasi, direttore dell'Anbsc-Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Domani i vertici dell'Agenzia, di Unioncamere e di InfoCamere stipulano con una firma digitale l'attuazione del progetto "Open data aziende confiscate". Da febbraio, quando si è insediato, è un altro passo avanti di Frattasi per snellire e superare procedure rallentate se non ferme.

L'intesa con UnionCamere e InfoCamere è essenziale: in modalità informatica con accelerazione massima, rimette in moto un protocollo del 28 novembre 2016. Si realizza una piattaforma per "l'interoperabilità tra il Registro delle imprese e il sistema informativo ReGio (quello dell'Anbsc, n.d.r.) finalizzata all'analisi delle imprese sequestrate e confiscate". È evidente come la conoscenza di tutte le informazioni dell'azienda, messa a disposizione dell'Agenzia, consente a quest'ultima un orientamento molto più mirato nel tentativo di rimetterla nel circuito della legalità e del mercato.

Sempre se ci sono le condizioni, come ha sottolineato Frattasi in Antimafia, e di frequente non ci sono. La piattaforma "Open data aziende confiscate" avrà una parte "privata ad esclusivo accesso e uso di Anbsc e un'area pubblica destinata alla fruizione da parte della collettività" come si legge all'articolo 2 dell'accordo.

Nell'audizione in Parlamento il direttore di Ansbc ha spiegato: "È prevista la realizzazione di specifici strumenti di reportistica e business intelligence, messi a disposizione esclusivamente dell'area privata della citata piattaforma, finalizzati all'estrazione di dati che consentano - sottolinea Frattasi - a supporto dei processi decisionali, mediante l'uso di specifici indicatori, un'analisi più affinata della capacità economica dell'impresa e del suo effettivo stato di salute". L'altro capitolo critico è la destinazione, ma soprattutto il cosiddetto riuso, degli immobili sequestrati e confiscati ai criminali mafiosi. Frattasi ha accompagnato in diverse occasioni il ministro dell'Interno Matteo Salvini per l'inaugurazione e il rilancio di alcuni immobili restituiti alla legalità.

Ora all'Anbsc sono state messe a punto anche le "Linee guida per l'amministrazione finalizzata alla destinazione degli immobili sequestrati e confiscati". È la seconda mossa ravvicinata di Frattasi per dare la scossa a un sistema di processi lenti e spesso paradossali. Nelle stesse linee guida lo si rimarca:?"Una delle criticità più rilevanti del sistema di destinazione dei beni immobili è data dal fatto che il bene, pur richiesto da un'amministrazione pubblica per essere adibito a scopi sociali, rimanga, tuttavia, inutilizzato per un periodo anche lungo" si legge nel documento.

Le conseguenze sono inevitabili: "Rischi di ammaloramento e degrado a cui si somma una perdita di credibilità e fiducia che investe l'intero sistema di gestione e valorizzazione dei beni". Così le "Linee guida" dettano un nuovo percorso con molte meno incognite e incertezze. Va stabilito "il principio che la destinazione per scopi sociali a un Ente di governo territoriale venga, di massima, accompagnata dalla contestuale definizione di un progetto di riuso".

Le manifestazioni di interesse verso l'ente territoriale per ottenere l'assegnazione del bene dovranno specificare "le modalità di gestione del bene; i tempi necessari per la piena operatività del progetto; le fonti di finanziamento che si intendono utilizzare; la complessiva e permanente sostenibilità economica e finanziaria del progetto; le ricadute, anche in termini economici, per i soggetti che beneficeranno della finalità proposta". Se lo Stato mette la faccia per dimostrare di aver vinto la mafia non sono più ammessi pressapochismi o furberie.

 

Da Il Sole 24 ore del 25_07_2019